Instagram contro tutti!

Nel 2014 il Social Network maggiormente utilizzato, e che ha registrato il traffico maggiore di utenti, è stato senza dubbio Instagram.

Nato nel 2010, e acquistato da Zuckerberg nel 2012, il successo di Instagram è stato decretato dalla possibilità di condividere file immagini e foto, incentrando il potenziale social su una comunicazione “visual” e no testuale; 2,5 mld di like al giorno e oltre 30 mld di foto scaricate, sono i numeri che hanno confermato il dominio di Instagram sugli altri social network, tra cui Twitter.

Twitter, l’antagonista per eccellenza, per anni all’apice della classifica grazie alla funziona di postare notizie in tempo reale, ultimamente ha perso feedback da parte degli utenti a causa di troll e disturbatori che compromettono la libertà di espressione propria della rete.

Di recente però, probabilmente per recuperare l’interesse del pubblico, anche Twitter ha introdotto la possibilità di modificare le immagini postate sul social network con l’ausilio di filtri presenti all’interno della piattaforma; la contromossa di Instagram? escludere i post dalla timeline di Twitter!

Ma quali sono le caratteristiche vincenti che hanno trasformato Instagram nel social più utilizzato dagli utenti?

Un punto di forza di Instagram sicuramente è la possibilità di postare foto solamente dagli smartphone, eliminando il proliferare di fake, troll e altre figure di disturbo all’interno di questo social network di nicchia; la visual communication inoltre è considerata più accattivante e coinvolgente rispetto alla redazionale: le emozioni non vengono trasmesse attraverso le parole ma tramite immagini emozionali filtrate e modificate che inevitabilmente catturano l’attenzione dei follower.

A fronte di quanto è stato detto quindi, possiamo solamente riconoscere la bravura e la perspicacia del creatore di Instagram nel captare l’importanza e la potenziale crescita, tutt’ora in sviluppo, sia del mobile web che della visual communication in questi ultimi anni.

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Riconoscimento dei brand nelle immagini di Tumblr

Come ben saprete, Tumblr è l’innovativa piattaforma, acquisita nel 2013 da Yahoo, che consente di creare “Tumeblog”, siti di microblogging che permettono l’inserimento di contenuti sia editoriali che multimediali.

Di recente è stata annunciata l’introduzione di un nuovo sistema all’interno della piattaforma Tumblr che consentirebbe di riconoscere i brand presenti nelle foto pubblicate per valutare la percezione degli utenti nei confronti di essi, per creare in seguito dei database utili a valutarne la reputazione online.

Ormai lo sappiamo, raccogliere info utili, opinioni e conoscere il comportamento del proprio target di riferimento è il valore aggiunto che determina la validità di una strategia di marketing e migliorare le campagne di comunicazione; Tumblr infatti, non è l’unico a voler utilizzare questa strategia.

Questo tipo di monitoraggio è previsto sia per la nota piattaforma Pinterest, sia per Google, il colosso del web.

Voci di corridoio o strategia di mercato utile a sviluppare campagne pubblicitarie più competitive?

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Le novità del Content Marketing nel 2015

Il content marketing è l’attività di marketing online che consiste nella creazione di contenuti di carattere informativo e illustrativo condivisi sottoforma di video, articoli, infografiche, articoli, guide e foto sui vari media con lo scopo di attirare l’attenzione degli utenti e convertirli in clienti.

Diventato uno degli strumenti più utilizzati per aumentare la visibilità di un brand, la pubblicazione di contenuti di valore (Content Marketing) permette di migliorare il posizionamento all’interno dei motori di ricerca, aumentare il numero di like e follower, e quindi ottimizzare le attività social e online dell’azienda.

I contenuti anche quest’anno dovranno essere pubblicati tramite video, infografiche e immagini emozionali, ma allo stesso tempo sarà di primaria importanza lo studio delle abitudini e del comportamento degli utenti per continuare ad attuare strategie di content marketing efficaci  competitive; la soddisfazione degli utenti è l’obiettivo principale poiché solo in questo modo si ottiene attenzione.

A supporto dell’attività di content marketing però non dimenticate altri strumenti preziosi che contribuiscono al successo della vostra strategia:

  • sito web responsive: sito web ottimizzato per la visualizzazione dei contenuti non solo sul pc ma anche su smartphone e tablet;
  • attività di storytelling: condivisione delle esperienze personali dei clienti su un servizio/prodotto di un brand;
  • marketing cross-platform: pubblicazione di un contenuto su varie piattaforme social: Instagram, Fb, Twitter, Google+, Blog aziendale, canale Youtube per il raggiungimento di un target più ampio e e sfruttarne al massimo il potenziale.
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Quali sono state le App più utilizzate nel 2014?

L’anno nuovo è iniziato e come sempre siamo pronti con valutazioni e classifiche delle attività e strategie applicate online.. e quindi anche delle App.

Quante e quali App avete installato sullo smartphone e sul vostro tablet?

App per viaggiare, tempo libero, informazione, ma anche App per animali e per mantenersi in forma, ascoltare la musica, e fare nuovi incontri.. quali sono quelle che utilizzate di più?
In questo articolo vi proponiamo delle recenti classifiche relative alle App maggiormente scaricate su Ios, Android, e secondo Google!

Secondo la classifica relativa ai dispositivi Android, le App maggiormente scaricate in italia sono Shazam e Uber, ma non mancano le mappe offline, vacanze e viaggi.

Per quanto riguarda Google, la nostra Top Ten prevede:

1.Wunderlist (app per creare e condividere liste di tutti i tipi)
2.Ted (l’app ufficiale per accedere a tutti i contenuti della piattaforma educational)
3.SwiftKey Keyborad (app con tastiere di scrittura predittiva e 800 emoji)
4.Lumosity (app concepita da neuro scienziati per aumentare la memoria e l’attenzione)
5.Wish (app di e-commerce per lo shopping online)
6.Shazam (app fondamentale per gli amanti della musica poiché consente di scoprirei titoli dei brani musicali in ascolto)
7.IFTTT (tool per ‘dare ordini’ allo smartphone)
8.Over (App a pagamento che consente di aggiungere testi e art work alle foto)
9.Groupon (utile per ottenere gli sconti con gli e-coupon)
10.Locket (app innovativa e utile per imparare l’inglese; quando si blocca lo schermo l’app propone una storia in lingua originale)

Parlando di Ios invece, la classifica è la seguente:

1.Waterlogue (App che trasforma le foto in dipinti)
2.NYT (App del quotidiano New York Times con contenuti a pagamento)
3.Health Mate (App che usa i sensori dell’iPhone per controllare attività fisica e battito cardiaco)
4.Elevate (è un gioco per migliorare la memoria e il vocabolario)
5.Steller (App che consente di creare storie con foto video e testi)
6.Locate (App scaricabile a pagamento, utilizzata per conoscere le stelle)
7.Yumml (App che contiene ricette di cucina di tutto il mondo, dicono..)
8.1Password (App gratuita che consente di salvare tutte le password utilizzate)
9.Buzzfeed (app gratuita del noto sito di intrattenimento)
10.Hyperlapse (App gratuita per gli amanti della fotografia che trasforma le foto su Instagram in “time-lapse”).

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Engangement Online: come si crea?

Il termine “engagement”, nell’ambito del web, solitamente si usa per indicare il “coinvolgimento” e la partecipazione degli utenti nei confronti di qualche attività online avviata da un brand.

Indicatore del successo, della forza attrattiva e del coinvolgimento creato dai messaggi condivisi da un marchio, l’engagement è una strategia di marketing volta a rafforzare la fiducia di follower, fan e utenti nei confronti di un brand, creare legami forti, convertire il pubblico in clienti e attivare uno dei processi più incisivi di tutte le strategie di promozione, il c.d passaparola.

Obiettivo di fanpage e profili social aziendali, l’engagement non consiste semplicemente nel raggiungere il proprio target di utenti o aumentare il numero di fan, follower e seguaci, questo potrebbe essere il primo step, ma, ancora più importante, serve per creare interazione con il brand al fine di comprendere meglio ciò che vuole il proprio pubblico di riferimento, migliorare l’efficacia delle proprie strategie di comunicazione.. in che modo è possibile creare engagement? diffusione di contenuti per stimolare confronti, discussioni e conversazioni per coinvolgere fan e affini, potrebbe essere un ottimo punto di partenza!

In un mercato saturo e competitivo, si rileva sempre più importante l’attenzione delle aziende per i propri clienti per creare dialogo e comunicazione; in un contesto in cui troviamo la sfida al ribasso, al gadget più moderno, al design più innovativo, ciò che crea veramente valore è il sentiment, il feeling che si crea con l’utente, il senso di unicità che si trasmette attraverso spot, pubblicità, promozioni, eventi, immagini e parole, servizi e assistenza.

Coinvolgimento del consumatore, interazione e dialogo bidirezionale attraverso canali interattivi digitali e reali, è questo il vero scopo dell’attività di engagement!

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Come promuovere un brand su Instagram?

50 milioni di fotografie, 1,6 miliardi di like giornalieri, 200 milioni di utenti attivi ogni mese… Facebook? Sbagliato! Stiamo parlando del social network che ha scatenato la mobile photography, parliamo di Instagram!

Diventata ormai la App di condivisione fotografica per eccellenza, e inglobata dal social network più frequentato della rete (Facebook), ormai rappresenta uno dei canali di comunicazione maggiormente utilizzati, sia dagli utenti che dalle dalle aziende, come strumento per favorire, diffondere e incrementare il proprio business.
Instagram difatti non si muove come spazio singolo, ma è favorita dal sostegno e dall’interazione proveniente da molte altre community, a parte facebook.

In una realtà sociale che spesso va di pari passo con quella virtuale, la gestione del proprio profilo online, e in questo caso di Instagram, richiede un “lavoro” di aggiornamento contenuti continuo e costante.

Dal punto di vista commerciale e promozionale di un brand, qual’è il miglior modo per utilizzare il potenziale di Instagram?

Condividere fotografie: considerando che la mobile photography nasce, o quasi, con Instagram, la fotografia è protagonista assoluta di questa grande community.
Postare foto è l’attività principale, ma attenzione a non puntare sulla quantità piuttosto che sulla qualità! La fotografia digitale permette di fare prove, migliorare i colori, unire più prospettive, cancellare e ricominciare. Bisogna concentrarsi sul soggetto, sul fattore emozionale che potrebbe trasmettere, e scattare.. Grazie alle varie App per Photo Editing che si trovano negli store poi, il lavoro è ancora più facile!
Mantenere attivo il proprio profilo: costanza e pazienza sono le qualità principali per non cadere nel dimenticatoio dei vostri follower e mantenere alto il livello di visibilità all’interno di Instagram e nei vari social network collegati. La visibilità delle immagini solitamente non è di lunga durata, consigliamo quindi di effettuare aggiornamenti periodici del profilo (adesso è possibile anche programmare le varie pubblicazioni) per rimanere all’interno dello stream delle fotografie senza annoiare gli utenti o passare per spam!
Interazione del profilo con like, commenti e follower: interazione e condivisioni non possono certo mancare! Instagram , come tutti i social network, necessita di partecipazione da parte degli utenti poiché l’attività social non termina con la pubblicazione delle foto; è necessario quindi curare il proprio profilo con like, follow e share per ottenere un buon livello di engagement per raggiungere un numero più ampio di follower.
Uso degli Hashtag (#): Gli hashtag ormai fanno parte del “linguaggio social”. Questo simbolo “#” viene utilizzato per etichettare, taggare e organizzare le immagini per semplificarne la ricerca e aumentarne la visibilità. Foto di qualità, descrizione dell’immagine e utilizzo degli hashtag giusti, creativi, inerenti all’immagine e maggiormente utilizzati dagli utenti, sono strategie ideali per amplificare l’efficacia e l’efficienza della propria attività.
Ampliare l’attività a più social network: Instagram, Twitter, Facebook, Google+, Flickr, Tumblr, e chi più ne ha, più ne metta. Sarebbe limitante non diffondere i contenuti anche sugli altri profili social per aumentare la forza comunicativa delle vostre immagini e raggiungere un bacino più ampio di utenti… o sbaglio?

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“Content is the King, distribution is the Queen”..ma cosa vuol dire?

Negli ultimi dieci anni, i social media hanno rivoluzionato le modalità di comunicazione e interazione tra i singoli individui, le abitudini quotidiane e un incremento delle attività  online grazie alle quali si sono creati persino posti di lavoro e nuove figure professionali; amicizie nate su social network, inserimento dei profili lavorativi su piattaforme come Linkedin e fan page aziendali registrate su Facebook, Twitter e Google+.

Ebbene si, nessuno è rimasto immune dall’efficacia di questo nuovo modo di comunicare; superato il periodo dell’sms sporadico o di infinite mail scritte una volta al mese a qualche amico o parente che si trova dall’altra parte del globo, chat, community e profili personali, rendono la comunicazione veloce, immediata, spontanea, e capace di abbattere quasi tutte le barriere emotive e geografiche, permettendoci di migliorare la qualità delle comunicazioni.

Molti sono i vantaggi di questa rivoluzione nel mondo della comunicazione; fortunatamente, non riguardano solo la sfera personale, ma anche quella lavorativa: migliore controllo dell’attività redazionale, targetizzazione degli utenti, attuazione di strategie in base alle differenti tipologie di target, possibilità di lanciare campagne promozionali e pubblicitarie a costi contenuti,  facilità di gestione del customer care.. Cosa volere di più?

La domanda però è sempre la stessa: come si riesce a rendere allettanti dei contenuti sui social media?

Il titolo del nostro articolo potrebbe aiutarci: Content is the King, distribution is the Queen!

Con un po’ di ragionamento e immaginazione la risposta è proprio sotto il nostro naso;
è vero che è essenziale cercare e selezionare contenuti e argomenti in base al target che si vuole coinvolgere, ma è altrettanto importante individuare il mezzo e il canale di comunicazione migliore che ci consenta di raggiungere il nostro pubblico.

In un mercato saturo, il messaggio che si differenzia dalla massa è sicuramente quello che viene assimilato, anche in maniera passiva, e che entra nella mente dei consumatori: un messaggio caratterizzato da contenuti relazionali, come a stabilire un imprinting, in cui si trasmettono valori (in cui si identifica l’azienda) e in cui il pubblico ha la possibilità di riconoscersi; nei mercati B2b e B2c infatti, le cosiddette “relazioni” rappresentano il valore aggiunto rispetto alla concorrenza, il surplus che potrebbe fare, a livello strategico, la differenza.

La chiave del successo purtroppo ancora non è stata scoperta, ma se teniamo sempre in considerazione le famosissime (chi ha studiato comunicazione se le ricorda bene!) 5W della comunicazione – Who (target) – What (quale messaggio veicolare in base agli obiettivi da realizzare) – When (quando) – Where (canale di comunicazione) – Why (perchè), in cui riconosciamo i punti cardine di una buona comunicazione, metà del lavoro potrebbe essere svolto!

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Il Selfie come nuovo Strumento di Comunicazione

Nel 2013 è stata premiata come parola dell’anno, ma non tutti sanno che il termine “selfie” fu utilizzato per la prima volta nel lontano 2002 all’interno di un forum australiano, anche se altre fonti affermano la sua comparsa intorno al 2005.

La vera Selfie Mania però è iniziata qualche anno fa, nel 2010, con l’arrivo della telecamera frontale su smartphone e tablet, e grazie alla complicità dei social network, specialmente Instagram, ha scatenato un vero e proprio “boom” della cultura del selfie.

L’Oxford Dictionary nel 2013 premia il termine “selfie ” che viene introdotto all’interno del vocabolario con la seguente dicitura: “Una fotografia di sé stessi, tipicamente ripresa con uno smartphone, o una webcam, e caricata su un social network”.

Attualmente, il termine selfie descrive circa 17 milioni di immagini condivise sui piattaforme social; specchio della società e del nostro quotidiano, si è rivelato un vero e proprio strumento di comunicazione, alla stregua di un whatsapp o dei 140 caratteri di un sms.
In una società in cui tutto è condiviso, aumenta anche la voglia di “fama” e compiacimento all’interno delle “comunità”, sia reali che virtuali; il selfie infatti, non nasce per sé stessi, ma dalla ricerca di attenzione e conferme da parte di amici e conoscenti, dal desiderio di condividere l’atto, che raggiunge il culmine solo al momento della pubblicazione.. un processo di costruzione della propria immagine che, in fin dei conti, non si distanzia più di tanto dalla pubblicazione di un post o un tweet.

In conclusione, che cos’è il selfie? Un modo diverso per riappropriarsi del proprio spazio comunicativo all’interno di un mondo virtuale in cui è sempre più difficile imporsi.

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I 7 trend per le strategie di web marketing nel 2015

Il web maketing, come ben sapete, è il cappello sotto al quale ricadono tutte le azioni e le decisioni relative alle attività promozionali di prodotti, servizi, aziende co, tramite l’utilizzo di canali mutimediali e strumenti digitali.

Al contrario di quanto si possa pensare, il web marketing è una disciplina fluida e mai statica, in continua evoluzione quanto lo spazio digitale e le abitudini degli utenti online che inevitabilmente modificano l’andamento dei mercati.

In questo articolo vi proporremo alcune strategie, tecniche di web marketing e alcuni grandi temi che sembrano essere i prossimi web strategic trends per il 2015:

1. Online come catalizzatore di investimenti: si prevede un incremento di pubblicità desktop del 10% fino al 48% del mobile. Le attività di web marketing, rispetto ai canali tradizionali, risultano più rilevanti, capaci di raggiungere target diversi e consentono una facile misurazione dei risultati, motivi per i quali si prevede un aumento degli investimenti online con budget sempre più importanti.

2. Iper-segmentazione e il micro-targeting come chiavi di accesso per il marketing one to one: queste due strategie consentono di utilizzare i dati e il comportamento degli utenti in rete e all’interno di siti e piattaforme social, come per esempio facebook e twitter. La tendenza che prevale è quindi una comunicazione iper-segmentata e rivolta a gruppi di target piccoli e molto diversi tra loro.. un esempio? Lo sapete che le pubblicità customizzate sulle preferenze degli utenti sono molto più efficaci rispetto a quelle non targettizzate e quindi più generiche?

3. Il marketing one-to-one: come ben sappiamo, più è rilevante il contenuto per un utente, maggiore sarà l’interazione tramite commenti, condivisioni, pubblicazioni ecc.. che di conseguenza avrà un effetto moltiplicatore su visibilità del brand, soddisfazione dell’utente e, probabilmente, anche sulle vendite.

In poche parole, avremo strategie e attività altamente personalizzate: lo sapete che l’open rate delle newsletter aumenta fino al 14%, e il tasso di conversione fino al 10%, con le email personalizzate?

4. Il “rumore di marketing” diventerà assordante: maggiore è il numero di aziende e attività online, e maggiore saranno i contenuti pubblicati, il c.d. “rumore”e del web.
Per rumore del web si intendono quei contenuti di bassa qualità, spesso fuori tema rispetto al contesto in cui vengono pubblicati, che servono, per l’appunto, solo a far rumore, poiché non danno valore aggiunto né agli utenti/target, nè tantomeno al brand.
Considerato l’inevitabile aumento di questo fenomeno, i motori di ricerca già si sono preparati con la contromossa (pensiamo agli algoritmi introdotti qualche mese fa come Google Panda 4,0 e Pay day 2,0); i criteri di selezione dei contenuti saranno molto più severi a livello di indicizzazione, posizionamento e presenza all’interno delle serp, penalizzando gli “off-topic” e i contenuti poco elaborati (meno di 200 parole).

5. L’inarrestabile crescita del content marketing: il content marketing continua ad avanzare assorbendo quote di mercato sempre più consistenti (circa ¼ del budget predisposto per il mkt). Molto probabilmente, nel 2015, la diffusione di contenuti validi e interessanti, acquisterà uno spazio ancora più incisivo e rilevante come strategia alternativa alle tradizionali attività promozionali, richiedendo budget sempre più alti.

Da cosa si quantifica l’efficacia del content marketing? Da recenti statistiche è emerso che è la qualità dei contenuti a “convincere” gli utenti a seguire un brand sui social media; non a caso, la maggior parte delle aziende B2B, hanno un blog per veicolare e diffondere i contenuti, registrando il 67% di contatti in più rispetto alle aziende che non dispongono di questo canale diinformazione.

6. Il video spiegherà tutto: dopo le foto emozionali è giunta l’era dei video che hanno la capacità di comunicare emozioni e sentimenti difficili da trasmettere con semplici testi o immagini, donando al marketing una dimensione di immediatezza.
I video maggiormente richiesti? Sicuramente i tutorial e i video relativi al funzionamento dei prodotti e fruizione di servizi.

7. A guidare saranno i dati; il marketing non è solo valutazione del mercato, è specialmente studio di dati e statistiche! Nel 2015 infatti, è previsto un aumento di spesa per il marketing analitico che cementerà sempre più l’attuale trend che identifica i dati degli utenti/clienti, sempre più facili da reperire in rete, come guida principale per le attività di web marketing.

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Business, impressions e utenti: la ricerca geolocalizzata con gli strumenti di Google!

Grazie ai sistemi di geolocalizzazione, la ricerca web geolocalizzata sta diventando una risorsa importante per le aziende al fine di aumentare la visibilità online e quindi, le opportunità di business.

Oggi parleremo di alcuni strumenti che il motore di ricerca di Google mette a disposizione per aiutare gli utenti a sfruttare al meglio la ricerca web geolocalizzata.

Tempo fa abbiamo parlato dell’esigenza delle imprese di essere presenti sulla piattaforma di Google plus, poiché l’assenza, potrebbe compromettere il posizionamento del proprio sito web.

Per rimanere in tema infatti, uno degli strumenti maggiormente utilizzati per aumentare la presenza in rete, è Google+ Local, ovvero delle pagine locali che permettono agli utenti di impostare la posizione geografica e fisica di un’impresa o esercizio commerciale (ufficio, negozio, ristorante, palestra ecc); l’applicativo di Google Local inoltre, può essere incrementato con la funzione Google My Business che consente di creare schede informative dettagliate sulla propria attività.

Come funziona? Le pagine locali riescono a sfruttare la geolocalizzazione degli utenti rendendo visibili le informazioni dell’azienda, le attività social proprie, degli amici, e feedback su Google+, Google Maps e, in generale, sul motore di ricerca.

Google My business invece è l’applicativo che permette alle imprese di collegare il proprio sito web ad una pagina informativa personalizzata e ottimizzata con parole chiave specifiche; contatti, orari e info generali dell’attività aziendale, visualizzazione di recensioni e feedback, saranno quindi a disposizione degli utenti su Google, su Maps e Google +.

Per quanto riguarda le ricerche locali invece, il colosso di Mountain View mette a disposizione Google Pigeon, un algoritmo in grado di ottimizzare la ricerca locale, anche se in italia ancora non è chiaro il suo impatto sulla search nazionale.

Le keywords geolocalizzate si stanno rilevando un valido strumento per migliorare e ottimizzare la presenza delle imprese e il posizionamento delle attività online; vi consigliamo quindi di inserire indicazioni dettagliate sulla/e località in cui si opera nella sezione relativa ai contatti con l’inserimento di indirizzo e di una mappa interattiva.

In un mondo social, in cui tutto è condiviso, alcune piattaforme come Tripadvisor, che raccoglie recensioni di alberghi, ristoranti e viaggi, e Yelp, specifico per ristoranti, locali e vita notturna, sono degli ottimi strumenti di cui avvalersi poiché generano visibilità, attirano il pubblico aumentando le impressions della attività, e  aiutano a migliorare le relazioni e le interazioni con gli utenti, e quindi potenziali clienti.

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