Check in Rome, il freepress per il tuo tempo libero!

Check in Rome è un mensile gratuito distribuito presso l’aeroporto Leonardo da Vinci (Fiumicino), realizzato da Markonet con la collaborazione di Aeroporti di Roma e Codacons, in cui vengono selezionati i più importanti appuntamenti nella città di Roma: mostre, concerti, danza, teatro, festival, eventi per bambini e molto altro.

Il magazine dedica uno spazio alle novità che riguardano l’aeroporto e agli eventi che si svolgono e presso i terminal di Fiumicino: nel primo numero, per esempio, il protagonista è stato lo chef stellato Heinz Beck, che ha aperto al Leonardo Da Vinci il ristorante ‘Attimi’.

La rivista è distribuita gratuitamente in 50.000 copie presso i desk informativi dello scalo, sulle sedute vicino i gate di imbarco e su espositori dedicati dove i passeggeri potranno facilmente individuarla. La versione digitale del magazine, visibile all’indirizzo www.checkinrome.net, si propone di raccogliere segnalazioni, suggerimenti e giudizi di chi transita nel principale aeroporto italiano, necessari per garantire che lo scalo continui a occupare le prime posizioni nelle classifiche di gradimento dei passeggeri, tra i migliori hub europei.

“Si tratta di un piccolo giornale gratuito che offre moltissimo ai viaggiatori – spiega il presidente Carlo Rienzi – Chi atterra a Fiumicino, infatti, avrà subito un quadro chiaro delle iniziative culturali in corso a Roma, e potrà meglio gestire il proprio tempo libero. Il magazine indica anche ai lettori i canali per entrare in contatto con Codacons”.

“Check in Rome è un nuovo strumento di informazione per i nostri viaggiatori, ai quali segnaliamo gli eventi culturali e di svago più importanti in aeroporto e in Città – ha detto l’ad di AdR Ugo de Carolis – Rafforziamo in questo modo il nostro legame con il territorio, la storia e le iniziative di Fiumicino e di Roma, di cui siamo la porta d’ingresso per i passeggeri di tutto il mondo. Siamo lieti di questa partnership con Codacons una realtà importante che, come noi, ogni giorno lavora per garantire la qualità a decine di migliaia di passeggeri, utenti e consumatori”

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SEO Trends del 2016

Come ogni anno, anche oggi ci ritroviamo a evidenziare i nuovi trend per lo sviluppo ottimale delle strategie legate al SEO.
Le nuove tendenze SEO del 2016 riguarderanno:

  1. Social Networks: Google indicizzerà sempre di più i contenuti presenti all’interno dei social network; Facebook e Twitter diventeranno sempre più popolari e giocheranno un ruolo fondamentale nella diffusione dei contenuti online, poiché i saranno considerati alla pari degli altri siti web. Le ricerche online infatti, hanno mostrato che quasi l’80% degli specialisti online usano i social media per aumentare il ranking e il traffico all’interno dei portali.
  2. Video: video online, che siano di musica, tutorial o amatoriali, sono perfetti per intrattenere gli utenti e incrementare il traffico web.
  3. Mobile optimization: non solo desktop e pc, l’utilizzo di smartphone, tablet e laptops è in continuo aumento facendo diventare questi supporti sempre più influenti per lo sviluppo di piattaforme online, strategie di web marketing e comunicazione online. Ne aumenta l’uso e di conseguenza anche le visualizzazioni della rete dai supporti mobile.
  4. Voice Search (o ricerca vocale): a casa o in giro, molte persone passano le loro giornate in movimento. La ricerca vocale, specie su smartphone, sta diventando un’applicazione sempre più usata poiché comoda nei momenti in cui non ci si può fermare a digitare testi. Una nuova tendenza, sempre più utilizzata, che si sta rivelando di grande impatto per la ricerca online tramite keywords (parole chiave).

 

 

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Top 5 Marketing Trends del 2016 per Instagram

Il nuovo anno è arrivato.. e non tardano a giungere molte novità dal mondo del web!
Ormai siamo abituati ai continui cambiamenti e alle novità apportate nei, e dai, social media; talvolta però, potrebbe essere difficile anche per i “web marketer” di esperienza, rimanere al passo con i tempi.
Per aiutarvi nello studio di nuove strategie di social media marketing, di seguito vi proponiamo una lista di quelli che saranno i principali Marketing Trends per Instagram:
1 – utilizzo di Gif animate al posto di semplici immagini: sono in continuo aumento le App che consentono la conversione di immagini in Gif animate; Boomerang di Instagram e DSCO di VSCO sono solo due esempi di ciò che si può trovare online, ma sono decisive per la diffusione di questo trend nel 2016.
2 – Instagram Advertising: nel caso in cui non ve ne siate accorti, alla fine del 2015, anche Instagram ha finalmente aperto le porte alla pubblicità: non solo semplici annunci pubblicitari di 15, ma video di 30 secondi e possibilità, per le piccole aziende, di acquistare spazi all’interno del network .
3 – Archivio fotografico: raccogliere contenuti è un impegno, se li vogliamo anche di qualità, è ancora più difficile. Per semplificare il lavoro, da qualche tempo sono nate delle start-up come Stocksy che offrono stock di immagini di alta qualità per gli amanti della fotografia su Instagram;.
4 – Contenuti linkabili: la possibilità di cliccare un link all’interno delle didascalie di Instagram sembra un sogno di molti, e possiamo solo sperare che Instagram non tardi ad attivare questa funzione.
5 – Gestire più account instagram: account personale di lavoro, e gestione di social network per conto di clienti; curare i rapporti all’interno di più network può sembrare molto più facile di quanto lo sia, specialmente se siamo obbligati a creare più account ed effettuare in continuazione login e logout su profili diversi. Voci di corridoio però ci fanno ben sperare: sembra che sia prossima l’uscita di una App che consente la gestione gratuita di più profili Instagram  da un solo account.

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WORDPRESS ALLA CONQUISTA DEL WEB!

Che il dilagante sottobosco di blog, web page personali e diari in rete rappresenti, da almeno un paio d’anni, l’ultima frontiera in fatto di web trends è ormai risaputo.
Ciò che sfugge ai più, è che i webmaster di tutto il mondo possono oggi scegliere fra centinaia di piattaforme software per organizzare agevolmente contenuti, dati e file multimediali senza bisogno di essere dei guru della programmazione web.
E’ questa la mission dei cosiddetti Content Management System, strumenti informatici nati per facilitare il controllo e l’updating delle varie componenti di un sito web.

La loro ascesa, da qualche tempo, è assolutamente inarrestabile.
Non stupisce perciò la notizia del giorno, uscita oggi e subito ripresa da quasi tutti i media di settore: WordPress, il sistema di gestione sviluppato nel 2005 dal texano Matt Mullenweg, è ufficialmente il programma di personal publishing più utilizzato in rete. Ed è anche quello con il tasso di crescita più veloce.
I dati fin’ora rilevati da W3Techs (istituto di ricerca austriaco specializzato in web technologies) parlano chiaro: del 42,6 % dei siti mondiali che utilizzano un sistema di gestione dei contenuti, il 58,7 % ricorre alla piattaforma di WordPress, stima che raggiunge il 25% se il calcolo viene esteso alla totalità dei siti presenti online.
Percentuali da capogiro, soprattutto se si considerano l’expertise e l’affidabilità della fonte, abituata ad aggiornare i propri report su base giornaliera (i numeri citati risalgono a novembre 2015).
Il dominio di WordPress appare ormai incontrastato, tanto da relegare i software concorrenti a una posizione più che marginale, ai limiti dell’epic fail. Basti pensare che la quota di mercato combinata di Joomla e Drupal, i due maggiori competitor su scala mondiale, raggiunge a malapena il 5%; meno di un quinto della market share del colosso americano.
L’affollato mondo del web sembra dunque aver premiato l’intuizione di Matt Wullenweg, fra i primi ad aver immaginato un’interfaccia open-source in grado di snellire le procedure di editing, lasciando tutto il potere nelle mani dell’utente.
L’aver svincolato il lavoro del webmaster dai macchinosi linguaggi di programmazione ha rappresentato già di per sé un’autentica rivoluzione. E molte altre, ne siamo certi, si profilano all’orizzonte.

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INSTAGRAM: AL VIA ANCHE IN ITALIA LA PUBBLICITA’ “FAI DA TE”

Tenetevi forte, la notizia è di quelle destinate a esplodere con la stessa potenza di una bomba termonucleare. Le comunità di smanettoni non troveranno pace per settimane. I brand di tutto il mondo ci si butteranno a capofitto.
Figlie di un battage mediatico senza precedenti, da qualche settimana le inserzioni pubblicitarie sono finalmente sbarcate su Instagram, il social network di photo sharing più famoso del mondo. E lo hanno fatto in grande stile, utilizzando la stessa piattaforma tecnologica del fratello maggiore Facebook.

Fin qui nulla di eccezionale, penserete.
In realtà, ciò che si profila all’orizzonte è un’autentica rivoluzione a portata di click: 300 milioni di iscritti, fra privati e aziende, hanno da oggi l’opportunità di bypassare le macchinose procedure di compra-vendita degli spazi promozionali e svolgere “inhouse” le mansioni tipiche delle vecchie concessionarie.
Per pubblicare ads su Instagram è sufficiente seguire pochi, semplici step in perfetta autonomia: ci si collega al sito, si sceglie fra i diversi tools a disposizione, tutti user friendly e mutuati da Facebook (Ads manager, Power Editor e API ) e si creano contenuti sponsorizzati da inserire direttamente nel feed degli utenti target.
L’idea, diciamolo, non è propriamente originale: le campagne di advertising profilate, rivolte a audience clusterizzate per similitudini o interessi, sono un meccanismo ben noto ai febbricitanti inserzionisti di tutto il mondo, alla continua ricerca di nuovi canali attraverso cui veicolare marchi e prodotti.
La vera svolta sta piuttosto nell’effettiva possibilità di realizzare iniziative di comunicazione integrate e multipiattaforma: l’inserzionista, a seconda dei casi, può decidere di rendere visibili i suoi annunci solo su Instagram o anche viralmente sullo stream di Facebook, sperimentando una trasversalità e un’ ampiezza di pubblico mai raggiunta prima.
Quattro i format pubblicitari fra cui scegliere: si va dai classici box quadrati ai video ads della durata di 30 secondi (tipici dei broadcaster televisivi), da foto e video panoramici dal sapore spiccatamente cinematografico all’innovativo Marquee, un formato premium concepito per raggiungere in poco tempo un pubblico molto vasto, ideale per fiere, lanci di nuovi prodotti e altri eventi su larga scala.
A differenza di quanto accade altrove sul web, per gli advertiser non è prevista una soglia minima di spesa ed a ogni annuncio corrisponde sempre una call to action: “scopri di più” per convogliare traffico su di un sito web, “compra adesso” per spingere all’acquisto di prodotti e servizi online e “installa ora” per esortare al download in tempo reale di applicazioni per mobile.
Ad aprire le danze, un folto elenco di multinazionali lungimiranti: Mercedes-Benz, Warner Bros Entertainment, Audi, Samsung, Toyota e Ford – tanto per citarne alcune – hanno già deciso di investire senza remore in questa nuova opportunità commerciale offerta da Instagram. E molte altre seguiranno a breve.
La palla passa adesso alle reti sociali concorrenti, a cominciare dallo statunitense Google Plus, un colosso da oltre 1 miliardo di iscritti. C’è da scommetterci che ne vedremo delle belle.

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Engangement Online: come si crea?

Il termine “engagement”, nell’ambito del web, solitamente si usa per indicare il “coinvolgimento” e la partecipazione degli utenti nei confronti di qualche attività online avviata da un brand.

Indicatore del successo, della forza attrattiva e del coinvolgimento creato dai messaggi condivisi da un marchio, l’engagement è una strategia di marketing volta a rafforzare la fiducia di follower, fan e utenti nei confronti di un brand, creare legami forti, convertire il pubblico in clienti e attivare uno dei processi più incisivi di tutte le strategie di promozione, il c.d passaparola.

Obiettivo di fanpage e profili social aziendali, l’engagement non consiste semplicemente nel raggiungere il proprio target di utenti o aumentare il numero di fan, follower e seguaci, questo potrebbe essere il primo step, ma, ancora più importante, serve per creare interazione con il brand al fine di comprendere meglio ciò che vuole il proprio pubblico di riferimento, migliorare l’efficacia delle proprie strategie di comunicazione.. in che modo è possibile creare engagement? diffusione di contenuti per stimolare confronti, discussioni e conversazioni per coinvolgere fan e affini, potrebbe essere un ottimo punto di partenza!

In un mercato saturo e competitivo, si rileva sempre più importante l’attenzione delle aziende per i propri clienti per creare dialogo e comunicazione; in un contesto in cui troviamo la sfida al ribasso, al gadget più moderno, al design più innovativo, ciò che crea veramente valore è il sentiment, il feeling che si crea con l’utente, il senso di unicità che si trasmette attraverso spot, pubblicità, promozioni, eventi, immagini e parole, servizi e assistenza.

Coinvolgimento del consumatore, interazione e dialogo bidirezionale attraverso canali interattivi digitali e reali, è questo il vero scopo dell’attività di engagement!

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Come promuovere un brand su Instagram?

50 milioni di fotografie, 1,6 miliardi di like giornalieri, 200 milioni di utenti attivi ogni mese… Facebook? Sbagliato! Stiamo parlando del social network che ha scatenato la mobile photography, parliamo di Instagram!

Diventata ormai la App di condivisione fotografica per eccellenza, e inglobata dal social network più frequentato della rete (Facebook), ormai rappresenta uno dei canali di comunicazione maggiormente utilizzati, sia dagli utenti che dalle dalle aziende, come strumento per favorire, diffondere e incrementare il proprio business.
Instagram difatti non si muove come spazio singolo, ma è favorita dal sostegno e dall’interazione proveniente da molte altre community, a parte facebook.

In una realtà sociale che spesso va di pari passo con quella virtuale, la gestione del proprio profilo online, e in questo caso di Instagram, richiede un “lavoro” di aggiornamento contenuti continuo e costante.

Dal punto di vista commerciale e promozionale di un brand, qual’è il miglior modo per utilizzare il potenziale di Instagram?

Condividere fotografie: considerando che la mobile photography nasce, o quasi, con Instagram, la fotografia è protagonista assoluta di questa grande community.
Postare foto è l’attività principale, ma attenzione a non puntare sulla quantità piuttosto che sulla qualità! La fotografia digitale permette di fare prove, migliorare i colori, unire più prospettive, cancellare e ricominciare. Bisogna concentrarsi sul soggetto, sul fattore emozionale che potrebbe trasmettere, e scattare.. Grazie alle varie App per Photo Editing che si trovano negli store poi, il lavoro è ancora più facile!
Mantenere attivo il proprio profilo: costanza e pazienza sono le qualità principali per non cadere nel dimenticatoio dei vostri follower e mantenere alto il livello di visibilità all’interno di Instagram e nei vari social network collegati. La visibilità delle immagini solitamente non è di lunga durata, consigliamo quindi di effettuare aggiornamenti periodici del profilo (adesso è possibile anche programmare le varie pubblicazioni) per rimanere all’interno dello stream delle fotografie senza annoiare gli utenti o passare per spam!
Interazione del profilo con like, commenti e follower: interazione e condivisioni non possono certo mancare! Instagram , come tutti i social network, necessita di partecipazione da parte degli utenti poiché l’attività social non termina con la pubblicazione delle foto; è necessario quindi curare il proprio profilo con like, follow e share per ottenere un buon livello di engagement per raggiungere un numero più ampio di follower.
Uso degli Hashtag (#): Gli hashtag ormai fanno parte del “linguaggio social”. Questo simbolo “#” viene utilizzato per etichettare, taggare e organizzare le immagini per semplificarne la ricerca e aumentarne la visibilità. Foto di qualità, descrizione dell’immagine e utilizzo degli hashtag giusti, creativi, inerenti all’immagine e maggiormente utilizzati dagli utenti, sono strategie ideali per amplificare l’efficacia e l’efficienza della propria attività.
Ampliare l’attività a più social network: Instagram, Twitter, Facebook, Google+, Flickr, Tumblr, e chi più ne ha, più ne metta. Sarebbe limitante non diffondere i contenuti anche sugli altri profili social per aumentare la forza comunicativa delle vostre immagini e raggiungere un bacino più ampio di utenti… o sbaglio?

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“Content is the King, distribution is the Queen”..ma cosa vuol dire?

Negli ultimi dieci anni, i social media hanno rivoluzionato le modalità di comunicazione e interazione tra i singoli individui, le abitudini quotidiane e un incremento delle attività  online grazie alle quali si sono creati persino posti di lavoro e nuove figure professionali; amicizie nate su social network, inserimento dei profili lavorativi su piattaforme come Linkedin e fan page aziendali registrate su Facebook, Twitter e Google+.

Ebbene si, nessuno è rimasto immune dall’efficacia di questo nuovo modo di comunicare; superato il periodo dell’sms sporadico o di infinite mail scritte una volta al mese a qualche amico o parente che si trova dall’altra parte del globo, chat, community e profili personali, rendono la comunicazione veloce, immediata, spontanea, e capace di abbattere quasi tutte le barriere emotive e geografiche, permettendoci di migliorare la qualità delle comunicazioni.

Molti sono i vantaggi di questa rivoluzione nel mondo della comunicazione; fortunatamente, non riguardano solo la sfera personale, ma anche quella lavorativa: migliore controllo dell’attività redazionale, targetizzazione degli utenti, attuazione di strategie in base alle differenti tipologie di target, possibilità di lanciare campagne promozionali e pubblicitarie a costi contenuti,  facilità di gestione del customer care.. Cosa volere di più?

La domanda però è sempre la stessa: come si riesce a rendere allettanti dei contenuti sui social media?

Il titolo del nostro articolo potrebbe aiutarci: Content is the King, distribution is the Queen!

Con un po’ di ragionamento e immaginazione la risposta è proprio sotto il nostro naso;
è vero che è essenziale cercare e selezionare contenuti e argomenti in base al target che si vuole coinvolgere, ma è altrettanto importante individuare il mezzo e il canale di comunicazione migliore che ci consenta di raggiungere il nostro pubblico.

In un mercato saturo, il messaggio che si differenzia dalla massa è sicuramente quello che viene assimilato, anche in maniera passiva, e che entra nella mente dei consumatori: un messaggio caratterizzato da contenuti relazionali, come a stabilire un imprinting, in cui si trasmettono valori (in cui si identifica l’azienda) e in cui il pubblico ha la possibilità di riconoscersi; nei mercati B2b e B2c infatti, le cosiddette “relazioni” rappresentano il valore aggiunto rispetto alla concorrenza, il surplus che potrebbe fare, a livello strategico, la differenza.

La chiave del successo purtroppo ancora non è stata scoperta, ma se teniamo sempre in considerazione le famosissime (chi ha studiato comunicazione se le ricorda bene!) 5W della comunicazione – Who (target) – What (quale messaggio veicolare in base agli obiettivi da realizzare) – When (quando) – Where (canale di comunicazione) – Why (perchè), in cui riconosciamo i punti cardine di una buona comunicazione, metà del lavoro potrebbe essere svolto!

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I 7 trend per le strategie di web marketing nel 2015

Il web maketing, come ben sapete, è il cappello sotto al quale ricadono tutte le azioni e le decisioni relative alle attività promozionali di prodotti, servizi, aziende co, tramite l’utilizzo di canali mutimediali e strumenti digitali.

Al contrario di quanto si possa pensare, il web marketing è una disciplina fluida e mai statica, in continua evoluzione quanto lo spazio digitale e le abitudini degli utenti online che inevitabilmente modificano l’andamento dei mercati.

In questo articolo vi proporremo alcune strategie, tecniche di web marketing e alcuni grandi temi che sembrano essere i prossimi web strategic trends per il 2015:

1. Online come catalizzatore di investimenti: si prevede un incremento di pubblicità desktop del 10% fino al 48% del mobile. Le attività di web marketing, rispetto ai canali tradizionali, risultano più rilevanti, capaci di raggiungere target diversi e consentono una facile misurazione dei risultati, motivi per i quali si prevede un aumento degli investimenti online con budget sempre più importanti.

2. Iper-segmentazione e il micro-targeting come chiavi di accesso per il marketing one to one: queste due strategie consentono di utilizzare i dati e il comportamento degli utenti in rete e all’interno di siti e piattaforme social, come per esempio facebook e twitter. La tendenza che prevale è quindi una comunicazione iper-segmentata e rivolta a gruppi di target piccoli e molto diversi tra loro.. un esempio? Lo sapete che le pubblicità customizzate sulle preferenze degli utenti sono molto più efficaci rispetto a quelle non targettizzate e quindi più generiche?

3. Il marketing one-to-one: come ben sappiamo, più è rilevante il contenuto per un utente, maggiore sarà l’interazione tramite commenti, condivisioni, pubblicazioni ecc.. che di conseguenza avrà un effetto moltiplicatore su visibilità del brand, soddisfazione dell’utente e, probabilmente, anche sulle vendite.

In poche parole, avremo strategie e attività altamente personalizzate: lo sapete che l’open rate delle newsletter aumenta fino al 14%, e il tasso di conversione fino al 10%, con le email personalizzate?

4. Il “rumore di marketing” diventerà assordante: maggiore è il numero di aziende e attività online, e maggiore saranno i contenuti pubblicati, il c.d. “rumore”e del web.
Per rumore del web si intendono quei contenuti di bassa qualità, spesso fuori tema rispetto al contesto in cui vengono pubblicati, che servono, per l’appunto, solo a far rumore, poiché non danno valore aggiunto né agli utenti/target, nè tantomeno al brand.
Considerato l’inevitabile aumento di questo fenomeno, i motori di ricerca già si sono preparati con la contromossa (pensiamo agli algoritmi introdotti qualche mese fa come Google Panda 4,0 e Pay day 2,0); i criteri di selezione dei contenuti saranno molto più severi a livello di indicizzazione, posizionamento e presenza all’interno delle serp, penalizzando gli “off-topic” e i contenuti poco elaborati (meno di 200 parole).

5. L’inarrestabile crescita del content marketing: il content marketing continua ad avanzare assorbendo quote di mercato sempre più consistenti (circa ¼ del budget predisposto per il mkt). Molto probabilmente, nel 2015, la diffusione di contenuti validi e interessanti, acquisterà uno spazio ancora più incisivo e rilevante come strategia alternativa alle tradizionali attività promozionali, richiedendo budget sempre più alti.

Da cosa si quantifica l’efficacia del content marketing? Da recenti statistiche è emerso che è la qualità dei contenuti a “convincere” gli utenti a seguire un brand sui social media; non a caso, la maggior parte delle aziende B2B, hanno un blog per veicolare e diffondere i contenuti, registrando il 67% di contatti in più rispetto alle aziende che non dispongono di questo canale diinformazione.

6. Il video spiegherà tutto: dopo le foto emozionali è giunta l’era dei video che hanno la capacità di comunicare emozioni e sentimenti difficili da trasmettere con semplici testi o immagini, donando al marketing una dimensione di immediatezza.
I video maggiormente richiesti? Sicuramente i tutorial e i video relativi al funzionamento dei prodotti e fruizione di servizi.

7. A guidare saranno i dati; il marketing non è solo valutazione del mercato, è specialmente studio di dati e statistiche! Nel 2015 infatti, è previsto un aumento di spesa per il marketing analitico che cementerà sempre più l’attuale trend che identifica i dati degli utenti/clienti, sempre più facili da reperire in rete, come guida principale per le attività di web marketing.

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Panda 4.0: il nuovo algoritmo di Google

Come ha annunciato recentemente in un twitt Matt Cutts capo del Webspam Team di Google,  sta arrivando Panda 4.0, il nuovo algoritmo di Google.

Da quanto si vocifera, il compito di questo nuovo algoritmo sarà solamente uno:  escludere e penalizzare i siti di bassa qualità tra i primi risultati dei motori di ricerca.

Se con Hummingbirds infatti la logica all’interno dei motori di ricerca aveva preso una direzione ben definita (content corposi e di qualità) con Panda 4.0 le regole diventano ancora più rigide: oltre al content verrà premiato anche lo standard di qualità di un sito; pagine duplicate? template poco attuali o plugin obsoleti? contenuti ripetitivi e sempre uguali? testi generici e poco approfonditi?   bene, dimenticatevi tutto questo perchè per Panda 4.0 l’obiettivo è premiare i contenuti più innovativi che offrano un valore aggiunto al web e all’utente!

Potremmo parlare per ore riguardo ai cambiamenti che il nuovo algoritmo potrebbe apportare ai search results, ma visto che ogni “soffiata” potrebbe essere seguita da una smentita… io aspetterei di vedere cosa succede quando Panda 4.0 sarà ufficialmente operativo!! 😉

 

 

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