WORDPRESS ALLA CONQUISTA DEL WEB!

Che il dilagante sottobosco di blog, web page personali e diari in rete rappresenti, da almeno un paio d’anni, l’ultima frontiera in fatto di web trends è ormai risaputo. Ciò che sfugge ai più è che i webmaster di tutto il mondo possono oggi scegliere fra centinaia di piattaforme software per organizzare agevolmente contenuti, dati e file multimediali senza bisogno di essere dei guru della programmazione web. E’ questa la mission dei cosiddetti Content Management System, strumenti informatici nati per facilitare il controllo e l’updating delle varie componenti di un sito web. La loro ascesa, da qualche tempo, è assolutamente inarrestabile. Non stupisce perciò la notizia del giorno, uscita oggi e subito ripresa da quasi tutti i media di settore: WordPress, il sistema di gestione sviluppato nel 2005 dal texano Matt Mullenweg, è ufficialmente il programma di personal publishing più utilizzato in rete. Ed è anche quello con il tasso di crescita più veloce. I dati fin’ora rilevati da W3Techs ( istituto di ricerca austriaco specializzato in web technologies ) parlano chiaro: del 42,6 % dei siti mondiali che utilizzano un sistema di gestione dei contenuti, il 58,7 % ricorre alla piattaforma di WordPress, stima che raggiunge il 25% se il calcolo viene esteso alla totalità dei siti presenti online. Percentuali da capogiro, soprattutto se si considerano l’expertise e l’affidabilità della fonte, abituata ad aggiornare i propri report su base giornaliera ( i numeri citati risalgono a novembre 2015 ). Il dominio di WordPress appare ormai incontrastato, tanto da relegare i software concorrenti a una posizione più che marginale, ai limiti dell’epic fail. Basti pensare che la quota di mercato combinata di Joomla e Drupal, i due maggiori competitor su scala mondiale, raggiunge a malapena il 5%. Meno di un quinto della market share del colosso americano. L’affollato mondo del web sembra dunque aver premiato l’intuizione di Matt Wullenweg, fra i primi ad aver immaginato un’interfaccia open-source in grado di snellire le procedure di editing, lasciando tutto il potere nelle mani dell’utente. L’aver svincolato il lavoro del webmaster dai macchinosi linguaggi di programmazione ha rappresentato già di per sé un’autentica rivoluzione. E molte altre, ne siamo certi, si profilano all’orizzonte.

Che il dilagante sottobosco di blog, web page personali e diari in rete rappresenti, da almeno un paio d’anni, l’ultima frontiera in fatto di web trends è ormai risaputo.
Ciò che sfugge ai più, è che i webmaster di tutto il mondo possono oggi scegliere fra centinaia di piattaforme software per organizzare agevolmente contenuti, dati e file multimediali senza bisogno di essere dei guru della programmazione web.
E’ questa la mission dei cosiddetti Content Management System, strumenti informatici nati per facilitare il controllo e l’updating delle varie componenti di un sito web.

La loro ascesa, da qualche tempo, è assolutamente inarrestabile.
Non stupisce perciò la notizia del giorno, uscita oggi e subito ripresa da quasi tutti i media di settore: WordPress, il sistema di gestione sviluppato nel 2005 dal texano Matt Mullenweg, è ufficialmente il programma di personal publishing più utilizzato in rete. Ed è anche quello con il tasso di crescita più veloce.
I dati fin’ora rilevati da W3Techs (istituto di ricerca austriaco specializzato in web technologies) parlano chiaro: del 42,6 % dei siti mondiali che utilizzano un sistema di gestione dei contenuti, il 58,7 % ricorre alla piattaforma di WordPress, stima che raggiunge il 25% se il calcolo viene esteso alla totalità dei siti presenti online.
Percentuali da capogiro, soprattutto se si considerano l’expertise e l’affidabilità della fonte, abituata ad aggiornare i propri report su base giornaliera (i numeri citati risalgono a novembre 2015).
Il dominio di WordPress appare ormai incontrastato, tanto da relegare i software concorrenti a una posizione più che marginale, ai limiti dell’epic fail. Basti pensare che la quota di mercato combinata di Joomla e Drupal, i due maggiori competitor su scala mondiale, raggiunge a malapena il 5%; meno di un quinto della market share del colosso americano.
L’affollato mondo del web sembra dunque aver premiato l’intuizione di Matt Wullenweg, fra i primi ad aver immaginato un’interfaccia open-source in grado di snellire le procedure di editing, lasciando tutto il potere nelle mani dell’utente.
L’aver svincolato il lavoro del webmaster dai macchinosi linguaggi di programmazione ha rappresentato già di per sé un’autentica rivoluzione. E molte altre, ne siamo certi, si profilano all’orizzonte.

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